08 settembre 2008

La corsa dei sacchi


Pronto?

Emoacre?

In persona.

Ti sono arrivate le mie mutande?

Le sto annusando proprio ora.

Come sei romantico.

Gualdrappe.

Dimmi, caro.

Quando torni?

Presto.

Sento che sto per impazzire.

Farò il possibile, promesso.

Per venire da me o per restare dove sei?

Non cominciare coi soliti discorsi.

Mi chiedo cosa debba fare laggiù che non puoi fare qui.

Un mucchio di cose.

Per esempio?

La corsa dei sacchi.

Eh?!

Hai capito bene.

Non comprendo questo tuo interesse per l’arte contemporanea.

Tutta l’arte è contemporanea a chi ne beneficia.

Ti manco?

Molto.

Vuoi che ti spedisca i miei boxer?

Quelli a puarini rossi?

Sì, quelli.

Non mi sembra il caso.

Non avrai un altro, vero?

Oh, smettila!

Se non fosse per la sbobba di Enogastro mi preoccuperei.

Non so di cosa tu stia parlando.

M’è venuta un’idea formidabile.

Temo tu voglia dirmela.

Da oggi tolgo la proibizione ai sacchi di juta.

Oggi?

In questo istante.

Terrò presente.

Certo corro un rischio grosso…

Non capisco quale.

Per via dei rapimenti e dei furti: il sacco si presta.

Non sono diminuiti da quando ne hai proibito la circolazione.

Ma io mi sento più tranquillo.

Tranquillo? Nessuno osa toccarti niente!

Tranquillo… si fa per dire. Diciamo che non m’importa un beneamato mazzapicchio.

Ora mi torna.

Lo faccio per i sudditi.

Mi prendi per le natiche?

Magari.

Suvvia, smettila.

Dico davvero.

Da quando ti importa dei sudditi?

Dicevo per dire, si chiama arte di persuadere le persone.

Ti stai allenando con me?

Se convinco te convinco tutti.

Che te ne fai della persuasione quando i tuoi sottoposti saltano come marionette ad ogni tuo comando?

Oggi mi son svegliato strano.

Tutta colpa della musica che ascolti.

Cos’ha che non va?

Dicono che quello strumento distrugga le cellule cerebrali.

Il theremin?

Quello.

Bagole! Fole! Fanfaluche! Baggianate!

Non urlare, ho capito.

Posso continuare, se vuoi.

Emoacre.

Dimmi.

Devi andare più spesso al lupanare.

Eh.

E vedrai che sarò a casa prima di quanto tu creda.

Promesso?

Promesso.

Senti.

Ti ascolto.

Come hai detto che si chiama il tuo amante?

Click.

Gran brutto nome.



Non c’è che dire.